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Non avrei voluto avere figli: storie di madri pentite

Nell’universo infinito di madri felici del loro ruolo, ci sono madri pentite, che portano nell’animo il segreto inconfessabile del desiderio di poter tornare indietro e non diventare genitori.

Donne a meta

Orna Donath ha raccolto, in origine in un saggio accademico solo successivamente pubblicato come libro, l’insoddisfazione di queste donne e i loro sentimenti inconfessabili al resto della societa. La sua ricerca e partita da questa semplice domanda: se potessi tornare indietro, con cio che sai oggi e le esperienze che hai, vorresti ancora diventare madre?

Nel libro Regretting Motherhood, non ancora tradotto in italiano, si possono trovare tante risposte di mamme pentite. La scrittrice, che dal suo canto non ha mai voluto avere dei figli, ha chiarito che l’amore verso questi resta incondizionato, ma sono i sentimenti  di frustrazione e soprattutto di rimpianto che attanagliano le vite di queste donne e madri a meta. Liberarsi da un fardello simile non e facile in una societa in cui a livello universale si e indotti a pensare che sia impossibile dare un senso alla vita di una donna senza dei figli. Per questo motivo nessuna, o quasi, e ancora pronta a scoprirsi, a rivelare il desiderio di essere sola, pur venerando i propri figli, perche la paura di non essere capite e molto elevata. Sono madri che, durante la gravidanza, si sono rese conto che il ruolo da genitore non apparteneva loro e che questo cambiamento non avrebbe piu permesso a queste donne di essere pienamente felici.

Le storie

L’autrice nel suo libro ha raccolto le testimonianze di tante donne che rivelano per la prima volta un sentimento difficile da accettare nella nostra societa. Amore incondizionato verso i figli che, pur essendo infinito, non riesce a colmare quella sensazione di rimpianto per una vita diversa. In tutti i racconti, non si scorgono tragedie, drammi famigliari o rapporti difficili, niente di tutto questo, eppure la voglia di tornare in dietro e forte, piu forte di qualsiasi altro sentimento. Quella giovinezza persa o non vissuta a pieno, cambiando pannolini e preparando pappette, nulla di tutto questo, solo tanta, tanta liberta e voglia di vivere. Nelle parole di Atalya, Tirtza e Doreen leggiamo alcune riflessioni importanti. Atalya e Tirtza affermano con certezza che se potessero tornare indietro non avrebbero dei figli. Quest’ultima, divorziata, madre di due figli e gia nonna, racconta di essersi sposata e di essere rimasta incinta come una sorta di evoluzione naturale del matrimonio, non come il desiderio profondo di maternita. Afferma inoltre: “Col senno di poi non avrei fatto nemmeno un quarto di bambino. La cosa piu dolorosa per me e non poter tornare indietro nel tempo: e uno sbaglio a cui e impossibile rimediare.”  Infine, Doreen, giovane madre di tre figli a 38 anni e gia divorziata e pentita di essere rimasta incinta. In un’ambivalenza tra amore e odio descrive cosi il suo desiderio di una vita diversa: “Mi piacerebbe tanto non avere figli. Nessuno dei tre. Mi fa male dirlo e a loro non lo diro mai. Non capirebbero. Rinuncerei a loro senza battere ciglio. Ed e difficile ammetterlo perche li amo, e molto”. 

Un vero e proprio paradosso se si pensa che l’amore per i figli continua ad essere una costante dei racconti delle madri pentite. ” Io mi pento di essere madre, ma non dei miei figli, della loro personalita. Li amo. Anche se ho sposato un imbecille non mi pento, perche se avessi sposato qualcun altro avrei altri bambini e io invece amo loro. Mi pento di aver avuto figli e di essere diventata madre, ma amo i miei bambini. Se non mi piacessero, non vorrei che esistessero. Ma io voglio che loro ci siano, solo non vorrei essere la loro mamma.”
Parole forti e piene di sofferenza che sottolineano in ogni istante l’amore per i figli, riconoscendo pero che, per loro sia stato un vero e proprio errore diventare genitore, uno sbaglio che durera tutta la vita, come l’amore per la famiglia. Perche il problema non sono i figli, ma i sentimenti contrastanti di queste madri pentite, difficilmente accettate dalla societa e da loro in prima persona.

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